06
Come si prepara un trekking
Un'escursione si progetta a casa. Le cause che il Soccorso Alpino e il CAI segnalano più spesso negli incidenti in escursionismo sono banali: itinerario sproporzionato rispetto alla preparazione, partenza tardiva, attrezzatura e calzature inadeguate, meteo non controllato. Questi sei passaggi si fanno la sera prima, in venti minuti.
Su questa pagina: dato ufficiale = ripreso da CAI, CNSAS, AINEVA o servizi meteo regionali, con il link alla fonte · stima TREKANDO = calcolo o convenzione di questo sito · tuo dato = misurato dalle tue uscite.
01
Scegli in base ai numeri
Non alla foto. I tre dati che contano sono dislivello positivo (D+), sviluppo in chilometri e difficoltà. Il dislivello stanca, i chilometri consumano tempo, la difficoltà dice se serve esperienza.
- Prima uscita della stagione: massimo 600 m di D+
- Buon allenamento: 1000–1200 m di D+
- Aggiungi il 20% se lo zaino supera gli 8 kg
02
Calcola il tempo, poi l'orario
Il tempo di percorrenza non è il tempo di gita: aggiungi soste, foto, pranzo. Poi lavora a ritroso dall'orario di rientro voluto e verifica l'ora del tramonto.
- Salita: 300–350 m di dislivello all'ora
- Discesa: 450–550 m all'ora
- Piano: 4 km/h
- Soste: +15 min ogni 2 ore
03
Leggi due meteo, non uno
In quota conta la quota zero, il vento e l'orario dei temporali, non il simbolo del sole. In estate i temporali arrivano dal primo pomeriggio: si parte presto e si è al rientro entro le 15.
- Bollettini regionali ARPA e provinciali
- Bollettino valanghe (anche a maggio, in quota)
- Chiama il rifugio: sa la neve residua
04
Prepara lo zaino a strati
Sempre, anche a luglio, anche per due ore. In quota si perdono circa 6 °C ogni 1000 m e il vento fa il resto.
- Scarponi con suola scolpita e caviglia sostenuta
- Guscio antivento/antipioggia + pile
- 1,5–2 l d'acqua, zuccheri semplici
- Frontale, kit medicazione, telo termico
- Carta 1:25.000 + traccia GPS offline
05
Lascia detto dove vai
A una persona precisa, con itinerario e ora di rientro presunta: se serve una ricerca, sapere dove cercare cambia tutto. Il CNSAS lo ripete in ogni campagna di prevenzione.
- Nome del percorso e punto di partenza
- Ora di rientro entro cui dare l'allarme
- Condividi la posizione live se hai campo
06
Sappi cosa fare se qualcosa va storto
Chiami il 112, resti dove sei, ti rendi visibile. Se puoi, attiva prima un'app che trasmetta le coordinate.
- Segnale internazionale: 6 richiami al minuto, poi 1 minuto di pausa
- Non scendere per canaloni o "scorciatoie"
- Se cala la nebbia: fermati, non improvvisare
La scala di difficoltà CAI
È la sigla che trovi sui cartelli, nelle guide e in tutte le schede di questo sito. Leggerla bene evita l'80% dei guai.
D'inverno cambia tutto: la scala per sci e ciaspole
Con la neve il sentiero sparisce e il terreno diventa valutabile solo attraverso il bollettino valanghe (scala europea da 1 a 5) e la pendenza dei pendii: sopra i 30° il rischio di distacco cresce in modo netto. Per lo scialpinismo si usa la scala Blachère, che descrive la difficoltà sciistica della discesa; per le ciaspole conta soprattutto l'esposizione al pericolo di valanghe del percorso.
Regola d'inverno: bollettino valanghe la sera prima e la mattina, ARTVA acceso e provato in partenza, distanza di sicurezza sui pendii sospetti, rientro anticipato quando il sole scalda. Con grado 3 (marcato) o superiore la prudenza va alzata parecchio: è il grado in cui, secondo le statistiche AINEVA, si concentra la maggior parte degli incidenti da valanga in Italia. La scala e i criteri sono quelli della scala europea del pericolo valanghe. dato ufficiale · AINEVA
Calcolatore del tempo di percorrenza
metodo CAI / DIN 33466
Si calcolano separatamente il tempo verticale (salita + discesa) e quello orizzontale, poi si somma il maggiore alla metà del minore: è la regola che si avvicina di più ai tempi reali su terreno alpino. Le soste sono stimate in 15 minuti ogni 2 ore di cammino più 30 minuti di pausa pranzo.